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AMBASCIATORI DI CULTURA 

RODALLO 

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Giovanni Ponzetti nato a Orio Canavese il 6 maggio 1952. La lettura mi ha sempre affascinato, già da bambino.
Mi sento profondamente legato alle mie radici e al territorio che mi ha dato i natali. Per lavoro, tecnico meccanico, ho avuto la grande fortuna di conoscere altre genti e realtà di vita in diverse parti del mondo.
Ho viaggiato molto ma la mia casa è là, a mezza collina e la mia camera da letto è la camera dove mia madre Marta mi ha dato alla luce. (e mi ha trasmesso la passione per l’enigmistica)
Sono sempre stato un accanito lettore e un curioso e appassionato osservatore della natura, umana e non.
Ho iniziato a scrivere poesie (mi si passi il termine) nei primi anni ’90, poca roba, poi dal 2006 complice un concorso nazionale di poesia dedicato alla memoria di Carlo Alberto dalla Chiesa, mi ci sono dedicato con più assiduità scoprendo in me qualcosa che continua a farmi stare bene… come una luce per capire il presente e il passato che dalle poesie affiora.
Scrivo racconti legati anche alla mia terra, al cibo della mia terra, alla memoria della mia terra che è la memoria di ogni essere umano in qualsiasi parte del mondo esso sia.
Pubblicazioni: Microcosmi (racconti) Brumale (poesie) Forme della Terra (poesie)
Di padella e di Penna (ricette canavesane con aneddoti e novelle) insieme con l’amico Carlo Currado.
Ho partecipato a concorsi nazionali ed europei in cui ho avuto poesie premiate e che mi hanno regalato emozioni inspiegabili che sempre ho dedicato a chi mi ha generato, vale a dire mia Madre, mio Padre e il Mondo.

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Gruppo teatrale Lo Zodiaco Fondato nel 1981, il gruppo teatrale canavesano Lo Zodiaco recita per riscoprire voci e atmosfere del Piemonte di Ieri e di Oggi. Nel 2016 ha compiuto 35 anni di ininterrotta attività attraverso l’incessante lavoro della Presidente, Simona Quilico, e l’inesauribile penna di Francesca Siracusa, che scrive i testi originali ora in prosa ora in versi godibilissimi. Nel corso di questi lunghi anni Lo Zodiaco ha messo in scena 149 spettacoli originali, e sta preparando il 150esimo che debutterà nell’ottobre 2017. Ha recitato ovunque: strade, scuole e case, chiese e castelli, ristoranti e discoteche, fontane e anche teatri come il Piccolo Regio, l'Alfieri, il Nuovo, l'Erba, il Fregoli e il Carignano di Torino, il Comunale di Vercelli e di Aosta, il Sociale e l'Odeon di Biella, il Giacosa e la Serra di Ivrea, il Teatro di Rivara, piccolo gioiello canavesano. E poi ha organizzato rassegne teatrali e convegni in collaborazione con l'Università di Torino, corsi di aggiornamento per insegnanti, incontri di poesia, danza e musica. Piccola concessione alla civetteria, sia consentito ricordare che il gruppo è tra i protagonisti di più tesi di laurea e compare in più di un libro sul teatro piemontese contemporaneo. Lo Zodiaco è nato dai partecipanti ai corsi di recitazione di Beppe Bergamasco e Ulla Alasjarvi della Compagnia Sperimentale di Torino, Iginio Bonazzi ed Ernesto Cortese della RAI, Claudio Montagna del Teatro dell'Angolo e Silvano Antonelli della Compagnia Stilema di Torino, Gabriele Vacis, Laura Curino e Adriana Zamboni del Laboratorio Teatro Settimo, Sabrina Marsili degli Immediati di Ivrea e allieva parigina del grande mimo Lecoq, Gian Renzo Morteo e Giovanni Moretti dell'Università di Torino, Antonello Mendolia della New York University e Jerzy Grotowski del Centro di antropologia teatrale di Pontedera. Tra gli spettacoli allestiti si possono ricordare: "Il Castello di Caluso", "Rogo d'acqua", "La bambola nera", "Un Minuetto", ''La Regina Ypa", ''Mottino, il Bersagliere", "Amilcare Solferini fu Actis Dato", "La Stermà", "Il miracolo della badessa incinta" e "Il giudizio universale" (in collaborazione con il Comitato Piemontese per l'Arte e il Turismo), "Maria Vola" e "Il Cantastorie", "Il processo alle streghe di Levone", "Storie d'acqua e di vino", "Il cane che aveva visto Dio". E ancora "Estasi per vocazione", ispirato al Seicento dei conventi e degli intrighi: il secolo dell'assolutismo e del monumentale ma, al contempo, della meraviglia, della mutevolezza delle forme e della finzione della virtù, precoce prima regia di Annalisa Baratto, allieva di Francesca Siracusa, che entrata appena undicenne nel Gruppo nel 1984, oggi ne cura orgogliosamente la regia. E poi ''Non amo che le rose che non colsi", dedicato ai versi ed alle figure femminili della poesia di Guido Gozzano, oggi in repertorio completamente rivisita, con il titolo “Donna, mistero senza fine bello”. E ancora "Cave canem", che rievoca le sinistre imprese di Facino Cane capitano di Ventura; "Il Biondino brigante di risaisa", con riferimenti storici all'epoca delle mondariso; "Virginia delle ombre" ovvero la Contessa di Castiglione, rappresentato e richiesto per oltre un decennio; "Barùn Litrùn", governatore di Cuneo; "Sùris e smorfie", dedicato alla poesia di Amilcare Solferini; "Per filo e per segno" (tutt'intorno a Giuseppe Giacosa), quattro passi nella tradizione canavesana accompagnati dai cantastorie; "Fosca intorno è l'ombra di Re Arduino"; "Donne - Donne - eterni Dei", scritto da Sara Casiccia, allora giovane attrice del Gruppo Teatrale; "Le tre Duchesse", vita del Castello di Moncrivello dal' 500 all' 800; “ per filo e per segno” sullo scrittore Giuseppe Giacosa, “Versus”, sul cavalier Bayardo; “Los Migrantes” sulla emigrazione piemontese in Argentina. E infine esperimenti teatrali come "Voci di donne", e “Il teatro vien mangiando” e “Alfredo D’Andrade” happening teatrali; L’ALBERO MAGICo e LA RICREAZIONE, spettacoli interattivi per bambini, spettacoli di cabaret come "Varie - età", "La fabbrica dei sogni", “Donne e Dolori”, “noi e Gipo, il bar di Porta Pila”. Dal 2014 il Gruppo si cimenta anche in presentazioni teatrali di libri, che riscuotono un grande successo poichè trasportare il pubblico, di potenziali lettori, nell’atmosfera e nelle emozioni che suscita il testo, prosa poesia o fumetto che sia. Il primo esperimento è stato nella cornice del Castello di Moncrivello con il libro di Margherita Barsimi “La lupa e il leone” ; la presentazione della raccolta di poesia “Io e Lucia” di Lucia Marilena Ingranata, attrice e cantante del gruppo, nella sala del Comune di Front Canavese, a Modena e all’interno della Rassegna Torinese ”DDD Arte Musica Donne, 8 marzo”; il fumetto “storia e mito del Canavese” della giornalista Elisabetta Signetto e prossimamente di terrà la presentazione del fumetto “Non ti scodar di me” scritto e disegnato da Corrado Bianchetti, presso la Chiesa di Santa Marta ad Aglié. Attualmente in repertorio, curati dalla regia di Annalisa Baratto, vi sono: “Donna, mistero senza fine bello”, donne e poesia nella vita di Giudo Gozzano; “La regina Ypa” donna e regina preistorica che ispirata dalla Grande Madre donò al suo popolo una terra fertile per coltivare, la pianura che si estende da Ivrea a Mazzè; “Andar per castelli” accompagnati da La Storia e La tradizione popolare, che si punzecchiano ma in fondo, si sa, sono grandi amiche; “Il teatro vien mangiando” ed “Essenzialmente donna” happening teatrale; “Noi e Gipo, il bar di Porta Pila”, in collaborazione con Diego Crozza, i personaggi creati dal grande Amilcare Soferini animano il bar di Porta Pila, gestito dalla instancabile Madama Elvira, e si alternano alle canzoni di Gipo Farassino. ..E in allestimento il teatro nel teatro de “Il Gioco delle vite incociate”. LO ZODIACO, vita e miracoli (soprattutto miracoli) Lo Zodiaco è nato trentasei anni fa quasi per caso, in seguito a un corso di recitazione proposto - e offerto - dal Comune di Caluso. Trentasei anni fa poteva succedere anche questo. Inevitabilmente i reduci del corso, baldanzosi e pieni di entusiasmo, hanno deciso di formare un gruppo e “recitare” sulla scena. Sì, ma che cosa? C'è sempre Pirandello, beninteso, o Goldoni, ma ci è subito sorto il dubbio che a rappresentare quegli autori ce ne fossero già mille altri, molto più bravi di noi. Abbiamo annaspato un po' tra copioni degli anni trenta e tornei di improvvisazione, poi è accaduto il miracolo: il cielo e la Regione ci hanno inviato Claudio Montagna. Lui attingeva dalle storie e personaggi dei nostri paesi e li trasformava poeticamente in spettacoli pieni di suggestioni visive e di musiche incantevoli. Creazioni sempre più complesse e strutturate, con scenografie impegnative. Con “La Regina Ypa” abbiamo cominciato a mettere anche noi mano al copione dando vita a un personaggio che è rimasto da allora nel nostro repertorio e nel nostro cuore. Finiti i fondi e la collaborazione, ma non l'amicizia, con Claudio Montagna, abbiamo continuato sulla stessa strada inventando noi i nostri testi. Non facciamo teatro dialettale ma facciamo certamente teatro piemontese: piemontesi sono i personaggi che ci ispirano, le vicende più o meno storiche, l'ambientazione e anche quel taglio permeato di humour subalpino - categoria che esiste seppure misconosciuta. Abbiamo portato in scena la peste del seicento, streghe e briganti, gesta oscure e personalità famose. E intanto, fra una produzione e l'altra, è nato un abbozzo di spettacolo di musica e movimento con le prime canzoni su fatti e personaggi locali: da qui è cresciuto un accumulo di brani affidati alla voce di un cantastorie perché, quando ci chiamavano a “far qualcosa” in un paese ci facevamo raccontare un episodio o l'origine dello stranome degli abitanti e lo trasformavamo in una ballata. Non siamo snob: abbiamo calcato il sacro palcoscenico del Carignano come le assi traballanti di capannoni di tela e anche la strada, come si conviene a guitti itineranti. Se c'è un teatro tanto meglio, se no ci si arrangia. Il nostro repertorio ci consente di adattarci un po' a tutte le circostanze e inventiamo anche su commissione. Nel tempo il gruppo è cambiato in quasi tutti i suoi componenti, fatta eccezione della ormai famosa triade tutta al femminile: chi va e chi viene, chi torna, chi ci pensa sempre e ci fa onore diventando famoso proprio in questo campo. Il Gruppo è sempre vivo, sempre pronto ad accogliere facce nuove per ricaricarsi di energia, incapace di staccarsi da questo strano vizio che è il teatro “che intender non lo può chi non lo prova “.

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Anna Anrò. Giornalista, traduttore, insegnante. Vivo a Caluso, amo l’arte, la lettura, la musica, le lingue straniere e in modo particolare …i gomitoli di lana! Non ho mai scritto libri né vinto premi letterari, ma ho sempre dedicato, e continuo a dedicare molto del mio tempo a conoscere luoghi, spesso non lontani, tradizioni, persone, anche sferruzzando e gomitolando. Sono questi i premi e i riconoscimenti ai quali ambisco, sono questi i miei progetti finiti, i miei percorsi compiuti, i miei obiettivi raggiunti.

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Piero Angela Qualunque definizione sarebbe riduttiva per questo personaggio . A noi piace considerarlo un compaesano ,così come a lui piace, orgogliosamente , precisare: "mia mamma era di Rodallo".

La madre è il fondamento educativo e introduttivo di ogni figlio . Rodallo si compiace della compaesana Maria Luigia Maglia , mamma di Piero Angela , perchè vede trasfuse in questo "figlio" tutte le qualità che ogni madre desidererebbe trasmettere . 

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Pietro Giuliano una vita dentro la Juventus, per la Juventus. Grande passione e competenza, nessuna voglia di mettersi in mostra, secondo il carattere piemontese. Il dottor Pietro Giuliano, prima segretario, quindi General Manager e poi Direttore Generale della Juventus nasce a Rodallo , il 9 novembre del 1936. Moglie, due figli, una famiglia serena, la maggior parte della giornata passata a fianco di Boniperti. Giuliano entra di diritto anche nella storia della Juventus, intesa come squadra. Qualche stagione fra i rincalzi («I primi contatti con Giampiero avvennero – ricorda – nelle settimanali partite titolari-riserve oramai passate di moda, ed erano battaglie feroci, noi non ci stavamo a farci mettere sotto e loro si arrabbiavano»), quindi l’esordio in Serie A il 19 febbraio 1956 a Torino, contro i rossoalabardati triestini.
Giocò solamente quella partita: «A me è bastata, anche se è ovvio che quando si è giovani si fanno sogni più belli. Ma io sapevo capire la realtà, ci sono gradini difficili da salire nel calcio professionistico e poi avevo anche gli studi, parallelamente. Ho fatto le due cose insieme, ho un buonissimo ricordo di quel periodo».
Pietro Giuliano, assorbito sempre più dallo studio, si staccò via via dallo sport per entrare sempre di più nella veste del dottore in scienze economiche. Lasciata la Juventus (squadra e ambiente), giocò ancora un poco tra amici e intanto iniziò quella che oramai credeva sarebbe stata la sua vita di lavoro. Impieghi alla Banca Ceriana, all’Azienda Elettrica Municipale, alle officine Savigliano, quindi il ruolo di Capodivisione all’ospedale Amedeo di Savoia: «Il calcio era oramai lontano dai miei pensieri, anche la Juventus la seguivo oramai con affetto, ma da lontano».
Si riavvicinò alla Juventus, nella primavera del 1970, quando incontrò nuovamente Giampiero Boniperti: «Il mezzogiorno di una domenica, nella chiesa del Santo Natale si celebrava una messa in ricordo di mio padre. Sul portone, all’uscita, l’incontro con Giampiero e la sua famiglia, i soliti convenevoli. Poi Boniperti sbotta: “Vediamoci, sentiamoci, ho una cosa da dirti”. Confesso che non l’ho cercato, nelle giornate seguenti. Non per sfiducia, certo, ma perché conoscevo Giampiero come un uomo dalle cento idee, ma anche con molti impegni. Mi telefonò lui, con tono di rimprovero. Mi voleva alla Juventus, a lavorare per la società. Ho detto sì, e ne sono felice. Vedere il calcio la domenica e viverlo dal di dentro tutta la settimana è affascinante!»
Rimane alla Juventus fino al 1990, quando si dimette Boniperti.

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Carlo Ubertini 1842-1921 
Un personaggio d'altri tempi e non soltanto per le date che racchiudono la sua intera e generosa esistenza. Il suo nome suscita ancora oggi riconoscenza delle popolazioni di Caluso e in particolare la Frazione Rodallo e Montanaro , dove la sua opera di amministratore si fece sentire maggiormente, accanto a quella di benefattore , essendo validamente affiancato in questo caso dalla sorella Marianna
Una riconoscenza che ancora oggi riguarda il capoluogo e la frazione Rodallese si è espressa tra l'altro attraverso l'intitolazione rispettivamente della piazza principale e di una via importante , oltrechè di istituzioni ormai storiche , come l'istituto Agrario che affonda le sue radici nell'ultimo scorcio dell'Ottocento e a cui Ubertini fu sempre particolarmente vicino .
L'impegno politico - amministrativo dell'avvocato di origini montanaresi fu tale che per lungo periodo fu ai vertici delle amministrazioni locali. L'instancabile generosità che contraddistingue l'opera di Carlo Ubertini si confermò anche alla sua morte, avvenuta il 3 Agosto 1921 nella sua residenza a Montanaro : furono infatti in molti a scoprirsi destinatari dei suoi sostanziosi lasciti , dagli asili di tutte le frazioni calusiesi all'ospedale di Caluso allo stesso Comune di Caluso . A Rodallo , cui era particolarmente legato , lasciò la grande casa che si affacciava sulla piazza della chiesa, oggi sede del Carc , insostituibile punto di riferimento della vita della frazione , che da poco lo ha nominato Ambascitore di Cultura a Rodallo dedicandogli una Targa in cotto di Castellamonte.​

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Maurizio Laudi entra in magistratura nel 1974 nel capoluogo subalpino nemmeno trentenne, dopo aver compiuto gli studi presso il Liceo classico statale Vittorio Alfieri di Torino ed all'Università per la facoltà di Giurisprudenza. Verso gli inizi degli anni ottanta, per un breve periodo, è a capo del pool Distrettuale Antimafia, compito che verrà poi ricoperto successivamente da Maddalena e da Caselli. Laudi ricopre il ruolo di Giudice Istruttore, ma ricoprirà negli ultimi anni della sua vita, esperienze da Procuratore Aggiunto a Torino dal 1998 sino al dicembre del 2007, occupandosi anche di eversione e criminalità organizzata non soltanto in questo periodo.

Nel gennaio 2008 Laudi lascia l'incarico di Procuratore Aggiunto di Torino, ricoperto sin dal 1998 e viene trasferito ad Asti, venendo nominato Procuratore della Repubblica grazie alla decisione da parte del plenum del Consiglio superiore della magistratura.

In ambito sportivo, Laudi ricopre quello di vicecapo dell'Ufficio Indagini della FIGC e nel 1995, viene nominato in congiunta dalla Lega Calcio e dalla Federcalcio, giudice Sportivodelle varie competizioni nazionali (quali i campionati di Serie A e Serie B e delle partite di Coppa Italia). Questo compito lo mantiene per ben 12 anni consecutivi, quando viene sostituito nell'ottobre del 2007 dal nuovo Giudice, l'avvocato Gianpaolo Tosel. Sempre in ambito calcistico, ha ricoperto importanti ruoli internazionali, specie all'interno dell'UEFA, essendo componente della Commissione Disciplinare. È stato inoltre professore a contratto di diritto penale dello sport all'Università degli Studi di Torino.

Scompare il 24 settembre 2009 a 61 anni a causa di un infarto.

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Carlo Actis Dato Nato a Torino nel 1952. Durante l'infanzia vive nel sud d'Italia. Suo nonno suonava la tromba nella banda del suo villaggio, in Piemonte. Ha cominciato suonando il clarinetto nella banda, poi ha suonato il sax in varie orchestre di musica da ballo, R&B e big-bands swing. Nel 1974, è tra i fondatori del gruppo Art Studio, storica band del jazz italiano contemporaneo, la prima ad esibirsi nei festival di tutta Europa.

Dagli anni settanta si è dedicato professionalmente all'attività concertistica e discografica, incidendo oltre 110 dischi, di cui oltre la metà come leader, per etichette internazionali in Italia, Germania, Inghilterra, Giappone, Canada. Ha dato concerti ovunque in Europa e in Canada, USA, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Etiopia, Senegal, Algeria, Marocco, Kenya, Egitto, Indonesia, Argentina, Tunisia, Antille, Guatemala, Sud Africa.

Carlo Actis
Photo Hreinn Gudlaugsson

Dirige l'Actis Dato quartetto, che ha suonato in oltre 350 festival nei cinque continenti ed ha registrato trasmissioni musicali per molte radio nazionali europee. Il quartetto è attivo dal 1984 ed ha registrato 10 CD. Nel referendum annuale tra i critici della rivista “Musica Jazz” il quartetto si è piazzato per sette volte tra i migliori gruppi jazz italiani e i suoi dischi sono sulla “Penguin Guide to Jazz”(Inghilterra) e sulla Enciclopedia Larousse (Francia). Dirige anche Actis Band (concerti in tutta Europa, unico gruppo italiano invitato alle Olimpiadi di Atene, Indonesia), Actis Furioso (Le Mans, Nevers, Burghtann, Valladolid…), Atipico Trio (Francia, Germania, Finlandia, Spagna, Romania…), Musique Vivante quintetto(Francia, Etiopia, Italia) e si esibisce in solo (Sarajevo, Skopjie, Francia, Belgio, Germania, otto tour in Giappone, 2 in USA e 2 in Canada).

Fa parte dell'Italian Instabile Orchestra, otto volte votata come miglior gruppo italiano, che si è esibita in tutta Europa, Chicago, Canada, Giappone, del Sud Ensemble (miglior gruppo italiano nel 2005), fa parte di: Duo con E. Rocco (Lituania, Svezia, Danimarca, Giappone, Inghilterra, Irlanda, Tunisia.), Duo con Baldo Martinez (Spagna, Italia, Romania). Viva La Black (Parigi, Le Mans, Lubiana) del Giorgio Occhipinti Hereo nonetto/tentetto. Ha preso parte a numerose esibizioni teatrali e di danza. La storica rivista statunitense Down Beatlo ha nominato tra i migliori baritonisti del mondo nel 2001 e negli anni seguenti (primo musicista italiano a ricevere tale nomination). Ha dato Masterclasses a Djakarta, Tokyo, Vigo, Tunisi, Addis Ababa, Guatemala. È stato Direttore Artistico del Festival di Fukui (Giappone). Ha suonato tra gli altri con David Murray, Cecil Taylor, A.Braxton, Ken Vandermark, W.Horvitz, B.Phillips, L.Moholo, R.Garrett, J.Shahid, E.Rava, G.Gaslini, M.Dresser, L.Bowie, D.Sanborn, M.Nicols, K.Tippett, G.Sommer, A.Salis, L.Konté, K.Umezu, M.Satoh, T.Kondo, S.Fujii, A.Sakata, M.Bisio, J.McPhee, Manu Dibango.

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Angelo Actis Dato. Cinquant'anni di cardiochirurgia, uscito nel 2002 nelle Edizioni Minerva Medica) era iniziata nel lontano 1948 con il conseguimento della laurea in Medicina e Chirurgia, cui nei primi anni Cinquanta si sarebbe aggiunta la specializzazione in cardiologia e cardiochirurgia. Risalgono già al 1948 i suoi primi cateterismi cardiaci (novità assoluta per l'Italia) e la fondazione del Centro di emodinamica di Torino. E' invece del 1950 la creazione del Centro Cardiochirurgico "A. Blalock", che lo ha reso famoso in Italia e in tutto il mondo. La sua attività, svolta per diversi anni al fianco di luminari della medicina torinese come il professor Achille Mario Dogliotti e Pier Federico Angelino, è stata intensissima, come testimoniano le cifre: 32mila gli interventi di chirurgia cardiaca toracica e vascolare, 18mila i vizi mitralici e aortici curati, 5mila le varie cardiopatie congenite e 3mila 600 gli interventi su pazienti in età pediatrica. All'attività medica "sul campo" il professor Actis Dato ha affiancato quella di docente alle Università di Torino e di Chieti, sfociata anche nella pubblicazione di oltre cinquecento pubblicazioni che hanno contribuito, insieme agli interventi in sala operatoria, a salvare o quantomeno a migliorare la vita di milioni di persone affette da problemi di cuore in Italia e all'estero. Della sua ineguagliabile carriera Angelo Actis Dato andava giustamente fiero. Glielo si leggeva negli occhi, sopra quel suo sorriso inconfondibile, di persona mite e signorile nei tratto, ogni volta che ci si incontrava nella "sua" Rodallo. Fra i tanti riconoscimenti ricordiamo la Medaglia d'oro al merito della sanità pubblica (nel 2004) e il Premio Giorgio Cavallo (2007). 

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Primo Lodi Fisico 


Nato a la spezia il 4/1/1941

Residente a Taino dal 1999

Diplomato perito tecnico a La Spezia nel 1959

Maturità scientifica a Milano nel 1960

Laureato in fisica all’Università degli Studi di Milano nel 1968.


Quando mi sono diplomato perito meccanico la legislazione non mi dava possibilità di proseguire con gli studi universitari, se non nella facoltà di Scienze economiche e commerciali (!!). Di conseguenza, ho dovuto superare, da privatista, l’esame di maturità scientifica (al liceo Vittorio veneto di Milano). Grazie al diploma di maturità scientifica, ho potuto iscrivermi alla Facoltà di Fisica a Milano. Due note: non avevo mai studiato il latino; dal febbraio 1960 avevo iniziato a lavorare presso la divisione elettronica della Olivetti, con sede a Borgolombardo (sud di Milano).
Come perito meccanico, il mio primo impiego è stato disegnatore meccanico progettista. La Olivetti, o, meglio, Adriano Olivetti, aveva deciso d’investire nella realizzazione del primo calcolatore al mondo che utilizzava i transistor. Oltre all’elettronica, l’azienda sviluppava anche alcune unità periferiche del calcolatore: quello era il settore in cui lavoravo.
A posteriori, mi sono reso conto che non avrei potuto iniziare a lavorare in un posto migliore: era un misto di ricerca avanzata e spirito industriale. La morte di Adriano Olivetti ha spezzato una attività che avrebbe potuto dare all’Italia una posizione di preminenza nel campo dell’elettronica: una delle tante occasioni mancate dalla nostra Nazione. L’azienda è stata venduta dalla Olivetti; senza muovermi, ho visto quattro cambiamenti di mano.
Ritornando a me, malgrado lavorassi a tempo pieno, ho iniziato a studiare Fisica, le sere, i sabati, le domeniche, durante le ferie: duro lavoro, e dura la materia da studiare!
Ho terminato gli studi durante il servizio militare; a questo punto, dovevo decidere cosa fare nella mia nuova vita. Einstein disse: la scienza è una cosa bellissima… se non devi viverci. Mentre ero all’università, la migliore proposta che ho avuto è stata quella di un incarico gratuito. Di fronte a ciò, ho deciso di ritornare a lavorare, ora però come progettista elettronico.
Dopo circa 24 anni, ho lasciato l’azienda per diventare il responsabile tecnico di una piccola azienda che progetta e vende in tutto il mondo degli strumenti elettronici per l’elettrotecnica. La logica è stata di trasferire su una piccola realtà tutto il know-how accumulato. Dopo altri 31 anni la piccola azienda non è più così piccola: da sei persone è cresciuta ad una quarantina. Naturalmente, il merito non è solo mio.
Arrivato alla pensione, mi sono reso conto che potevo trasferire il mio amore mai sopito e le mie conoscenze a chi della Fisica ha solo un’idea confusa. La nostra è l’era della disinformazione: sui “social network” girano delle panzane assolutamente incredibili su tanti argomenti. Ho persino letto un documento che, molto seriamente, spiegava le caratteristiche tecniche del motore di un UFO!
Di fronte a ciò, ho deciso d’intraprendere una piccola crociata per dissipare alcune tenebre a chi avrà tempo e voglia d’ascoltarmi

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